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Andrea Grotto
Anne Grebby Fabio Guerra Paul Haywood Kara Lyons Marta Martino Fabio Perletta Elisabetta Roncoroni Joseph Rossi Maryanne Royle Thomas Scalco Luigi Turra |
BEYOND è la terza tappa del progetto interculturale SCHIO - GREATER MANCHESTER, dopo ÌNSITO (Schio, Italia, 2024) e ECHOES (Littleborough, UK, 2025). Se ÌNSITO è stato l’atto del radicamento nell’identità urbana, e ECHOES ha amplificato quelle tracce trasformandole in echi e risonanze oltreoceano all’interno di un ex mulino vittoriano, BEYOND rappresenta il momento dell’espansione, dello sconfinamento e della maturità relazionale.
La mostra adotta una visione "hauntologica", ispirata al pensiero di Jacques Derrida: il passato industriale non è davvero scomparso, ma si comporta come una presenza invisibile che continua a influenzare il presente.
La mostra BEYOND esplora lo spazio liminale tra la memoria e la percezione, tra il tangibile e la persistenza dell'invisibile. Le opere di dodici artisti internazionali si configurano come vere e proprie soglie da attraversare, intrecciando linguaggi che spaziano dalla scultura alla pittura, dalla fotografia alla performance e alla sound art. Al di là delle opere individuali, la mostra è concepita come un insieme di produzioni eterogenee che, pur mantenendo intatta la propria identità, entrano in risonanza reciproca, configurando un arcipelago artistico.
Attraverso un programma pubblico in cui confluiscono installazioni, movimento, conversazione critica e sound performance, BEYOND non chiude un cerchio, ma sabota l'idea stessa di una fine. Diventa un tessuto connettivo in perenne metamorfosi, in cui il vuoto e il silenzio sono tappe attive. Abitare questo terreno di transizione significa accettare l'incertezza come luogo di riflessione e scoprire che il significato non è mai un punto d'arrivo, ma il passaggio stesso.
programma pubblico
- Performance & Movimento: Dance Well Schio pratica di danza contemporanea in cui il corpo, attraverso task di movimento, diventa uno strumento di relazione in dialogo costante con le opere e con il contesto architettonico, dando forma a un’esperienza situata in cui percezione, presenza e spazio si intrecciano in una relazione condivisa.
- Sound performance: MA [CHAMBER] di Fabio Perletta e Luigi Turra, ispirata all’opera di Tadao Ando, esplora il concetto giapponese di ma (間) come spazio interstiziale e condizione attiva dell’ascolto, articolando un campo di tensione tra suono, silenzio e architettura in cui lo spazio stesso si configura come agente percettivo e relazionale.
- Tavola Rotonda Interdisciplinare: "BEYOND the Threshold" (Oltre la Soglia) Conversazioni pubbliche con curatori, artisti, ricercatori ed educatori approfondiscono le pratiche curatoriali transnazionali attraverso il concetto di “rete fluida di relazioni”, intesa come spazio poroso in cui ricerca, pratica artistica e comunità si intrecciano.
visite dinamiche per gli studenti
La mostra apre le porte alle scuole (secondarie di primo e secondo grado) del territorio con percorsi di approfondimento dedicati. Queste visite sono pensate per avvicinare le nuove generazioni ai linguaggi artistici contemporanei attraverso un’esperienza diretta, critica e partecipativa.
artisti
Anne Grebby si concentra sulla ricerca, applicando vari metodi che danno vita a risultati creativi, i quali ci invitano a rivedere i nostri confini fisici e percettivi per ri-definirne i limiti.
Ogni opera rappresenta un ulteriore passo in questo viaggio produttivo e concettuale, e induce alla riflessione sulla nostra esistenza, sia dal punto di vista personale che collettivo.
Andrea Grotto Nel 2013 è tra i vincitori del programma Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia con il collettivo How We Dwell (Make Your Own Residence). Il suo lavoro mostra un particolare interesse nella ricerca di legami e connessioni tra elementi di rappresentazione che attraverso la rielaborazione delle simbologie diventano il veicolo per la scoperta di contesti e situazioni. Il lavoro diventa quindi un contenitore di elementi inanimati in grado di raccontare una storia già compiuta.
Fabio Guerra Il suo lavoro nasce dalla percezione di un mondo non più rappresentabile nella sua totalità, ma soltanto per scorci e frammenti che grazie alla loro estraneità riescono ad essere più potentemente fedeli. La sua ricerca si concretizza attraverso l’utilizzo di materiali molto diversi tra loro: carta, porcellana, vetro. Il risultato sono oggetti che pietrificano in se segni, forme, grafie appartenenti ad altre esistenze passate.
Paul Haywood è un artista attivo nella pratica pittorica, impegnato a esplorare le interazioni e le armonie cromatiche ispirate da fonti compositive che collegano i ricordi del paesaggio alla geometria pittorica. Possiede una pratica parallela, gestita separatamente, che risponde a paesaggi e luoghi specifici attraverso la fotografia digitale, uno strumento che permette di definire e distillare relazioni bi-cromatiche incentrate su un asse liminale, generalmente l’orizzonte.
Marta Martino concepisce le sue opere come momenti di sospensione contemplativa nei quali l’estetica iper controllata è radicalmente compromessa/disrupted nel corso dell’atto performativo, impegnando il pubblico alla costante rivalutazione di una presunta realtà.
Kara Lyons esplora temi profondi come la resilienza e la capacità di adattamento. Forme amorfe che suggeriscono forza vitale, cambiamento e sensualità, aspetti della condizione umana che riconoscono il flusso, come elemento centrale della nostra comprensione. Il suo lavoro cerca di riesaminare il trattamento e l'uso del corpo in relazione alle tradizioni scultoree. In gran parte delle sue opere coinvolge il suo stesso corpo nel processo creativo.
Fabio Perletta è artista sonoro, docente e curatore. La sua pratica esplora la natura transitoria del suono, ponendo attenzione alle tensioni tra silenzio e rumore, presenza e assenza, spazio e tempo. Realizza installazioni, performance e partiture che invitano a un ascolto intimo e attento, spesso site-specific, in cui l’impermanenza diventa strumento di percezione. Nel 2008 ha fondato 901 Editions, etichetta dedicata alla ricerca sonora e alla musica sperimentale.
Elisabetta Roncoroni Le fotografie di Elisabetta Roncoroni abitano una soglia tra presenza e assenza, realtà e immaginazione. I paesaggi diventano luoghi di sedimentazione della memoria, dove tracce culturali, storiche ed emotive continuano a generare significati oltre la loro funzione originaria. Il suo lavoro invita a una lettura relazionale dello spazio, in cui ciò che vediamo è inseparabile da ciò che ricordiamo, immaginiamo o ereditiamo, trasformando ogni luogo in un archivio vivo di connessioni e presenze.
Joseph Rossi Per Joseph Rossi il graphic design è un territorio di sperimentazione, dove gioco e rigore convivono in un continuo processo di scomposizione e ricostruzione di riferimenti culturali e artistici. La sua ricerca attraversa il confine tra reale e simbolico, indagando la dimensione quasi sacrale dell’immagine e della rappresentazione. Nella pubblicità e nella grafica Rossi riconosce un teatro di segni e apparizioni, un ecosistema visivo in cui convivono tensione poetica, immaginario popolare e mistero. In mostra, questo linguaggio si libera in una forma espressiva autonoma e vitale.
Maryanne Royle Lavorando in modo site-specific e con media time-based, l’artista crea esperienze immersive e poetiche, strettamente legate all’eredità e al carattere dei luoghi. Artista originaria di Rochdale, esplora la percezione e il corpo inteso come paesaggio. Il suo lavoro è stato descritto da The Quietus come una “narrazione intrisa di hauntology e straniamento primordiale”, inserendola in quello che la rivista definisce New Weird Britain.
Thomas Scalco "affascinato dalla quantità e qualità delle connessioni che ci possono essere tra due o più elementi, riuniti o contenuti in qualsiasi tipo di relazione che coinvolga la loro interazione. Partendo dal riconoscimento di queste relazioni", attraverso la sua pittura, Thomas cerca l'equilibrio. "Un equilibrio la cui stasi apparente è più vicina al concetto di perfezione e unità che non a una visione di immobilità e sterilità. Le dinamiche più forti nascono quando due sistemi opposti sono integrati e messi in relazione, completandosi a vicenda, piuttosto che quando sono estranei l'uno all’altro.”
Luigi Turra è un compositore riduzionista ed elettroacustico. Il suo lavoro esplora l’equilibrio tra silenzio, percezione tattile del suono e musica aleatoria. Manipolando voci umane, fonti digitali, concrete e acustiche, crea percorsi sonori in cui l’ascoltatore sperimenta pause e tensioni abrasive, avvicinandosi alla poesia sonora sperimentale. Partendo da piccoli suoni e rumori, le sue composizioni celebrano la bellezza dell’imperfezione, riducendo i segni ai loro archetipi. Le sue opere sono pubblicate da etichette internazionali come Die Schachtel, mAtter, Non Visual Objects, and/OAR, LINE, Dragon’s Eye Recordings, Trente Oiseaux e 901 Editions.
Anne Grebby si concentra sulla ricerca, applicando vari metodi che danno vita a risultati creativi, i quali ci invitano a rivedere i nostri confini fisici e percettivi per ri-definirne i limiti.
Ogni opera rappresenta un ulteriore passo in questo viaggio produttivo e concettuale, e induce alla riflessione sulla nostra esistenza, sia dal punto di vista personale che collettivo.
Andrea Grotto Nel 2013 è tra i vincitori del programma Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia con il collettivo How We Dwell (Make Your Own Residence). Il suo lavoro mostra un particolare interesse nella ricerca di legami e connessioni tra elementi di rappresentazione che attraverso la rielaborazione delle simbologie diventano il veicolo per la scoperta di contesti e situazioni. Il lavoro diventa quindi un contenitore di elementi inanimati in grado di raccontare una storia già compiuta.
Fabio Guerra Il suo lavoro nasce dalla percezione di un mondo non più rappresentabile nella sua totalità, ma soltanto per scorci e frammenti che grazie alla loro estraneità riescono ad essere più potentemente fedeli. La sua ricerca si concretizza attraverso l’utilizzo di materiali molto diversi tra loro: carta, porcellana, vetro. Il risultato sono oggetti che pietrificano in se segni, forme, grafie appartenenti ad altre esistenze passate.
Paul Haywood è un artista attivo nella pratica pittorica, impegnato a esplorare le interazioni e le armonie cromatiche ispirate da fonti compositive che collegano i ricordi del paesaggio alla geometria pittorica. Possiede una pratica parallela, gestita separatamente, che risponde a paesaggi e luoghi specifici attraverso la fotografia digitale, uno strumento che permette di definire e distillare relazioni bi-cromatiche incentrate su un asse liminale, generalmente l’orizzonte.
Marta Martino concepisce le sue opere come momenti di sospensione contemplativa nei quali l’estetica iper controllata è radicalmente compromessa/disrupted nel corso dell’atto performativo, impegnando il pubblico alla costante rivalutazione di una presunta realtà.
Kara Lyons esplora temi profondi come la resilienza e la capacità di adattamento. Forme amorfe che suggeriscono forza vitale, cambiamento e sensualità, aspetti della condizione umana che riconoscono il flusso, come elemento centrale della nostra comprensione. Il suo lavoro cerca di riesaminare il trattamento e l'uso del corpo in relazione alle tradizioni scultoree. In gran parte delle sue opere coinvolge il suo stesso corpo nel processo creativo.
Fabio Perletta è artista sonoro, docente e curatore. La sua pratica esplora la natura transitoria del suono, ponendo attenzione alle tensioni tra silenzio e rumore, presenza e assenza, spazio e tempo. Realizza installazioni, performance e partiture che invitano a un ascolto intimo e attento, spesso site-specific, in cui l’impermanenza diventa strumento di percezione. Nel 2008 ha fondato 901 Editions, etichetta dedicata alla ricerca sonora e alla musica sperimentale.
Elisabetta Roncoroni Le fotografie di Elisabetta Roncoroni abitano una soglia tra presenza e assenza, realtà e immaginazione. I paesaggi diventano luoghi di sedimentazione della memoria, dove tracce culturali, storiche ed emotive continuano a generare significati oltre la loro funzione originaria. Il suo lavoro invita a una lettura relazionale dello spazio, in cui ciò che vediamo è inseparabile da ciò che ricordiamo, immaginiamo o ereditiamo, trasformando ogni luogo in un archivio vivo di connessioni e presenze.
Joseph Rossi Per Joseph Rossi il graphic design è un territorio di sperimentazione, dove gioco e rigore convivono in un continuo processo di scomposizione e ricostruzione di riferimenti culturali e artistici. La sua ricerca attraversa il confine tra reale e simbolico, indagando la dimensione quasi sacrale dell’immagine e della rappresentazione. Nella pubblicità e nella grafica Rossi riconosce un teatro di segni e apparizioni, un ecosistema visivo in cui convivono tensione poetica, immaginario popolare e mistero. In mostra, questo linguaggio si libera in una forma espressiva autonoma e vitale.
Maryanne Royle Lavorando in modo site-specific e con media time-based, l’artista crea esperienze immersive e poetiche, strettamente legate all’eredità e al carattere dei luoghi. Artista originaria di Rochdale, esplora la percezione e il corpo inteso come paesaggio. Il suo lavoro è stato descritto da The Quietus come una “narrazione intrisa di hauntology e straniamento primordiale”, inserendola in quello che la rivista definisce New Weird Britain.
Thomas Scalco "affascinato dalla quantità e qualità delle connessioni che ci possono essere tra due o più elementi, riuniti o contenuti in qualsiasi tipo di relazione che coinvolga la loro interazione. Partendo dal riconoscimento di queste relazioni", attraverso la sua pittura, Thomas cerca l'equilibrio. "Un equilibrio la cui stasi apparente è più vicina al concetto di perfezione e unità che non a una visione di immobilità e sterilità. Le dinamiche più forti nascono quando due sistemi opposti sono integrati e messi in relazione, completandosi a vicenda, piuttosto che quando sono estranei l'uno all’altro.”
Luigi Turra è un compositore riduzionista ed elettroacustico. Il suo lavoro esplora l’equilibrio tra silenzio, percezione tattile del suono e musica aleatoria. Manipolando voci umane, fonti digitali, concrete e acustiche, crea percorsi sonori in cui l’ascoltatore sperimenta pause e tensioni abrasive, avvicinandosi alla poesia sonora sperimentale. Partendo da piccoli suoni e rumori, le sue composizioni celebrano la bellezza dell’imperfezione, riducendo i segni ai loro archetipi. Le sue opere sono pubblicate da etichette internazionali come Die Schachtel, mAtter, Non Visual Objects, and/OAR, LINE, Dragon’s Eye Recordings, Trente Oiseaux e 901 Editions.