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Che cosa significa andare oltre?
BEYOND esplora lo spazio liminale: quella sottile terra di nessuno che si colloca tra memoria e percezione, tra il visibile e la persistenza dell’invisibile. Trasformando lo Spazio SHED in un ecosistema vivo e interconnesso, la mostra riunisce dodici artisti internazionali, invitati a concepire le proprie opere come soglie, attraversamenti e luoghi di relazione. In questa prospettiva, il silenzio e l’assenza non rappresentano un vuoto, ma diventano spazi attivi di possibilità. Accogliendo una visione hauntologica ispirata al pensiero di Jacques Derrida, BEYOND guarda al passato come a una presenza che continua ad abitare il presente: un’eredità invisibile che riaffiora nelle opere, invitando il visitatore a interrogarsi non solo su ciò che vede, ma anche su ciò che continua a esistere attraverso la sua apparente assenza. |
What does it mean to go beyond?
BEYOND explores liminal space: that subtle no man’s land positioned between memory and perception, between the visible and the persistence of the invisible. Transforming Spazio SHED into a living, interconnected ecosystem, the exhibition brings together twelve international artists, invited to conceive their works as thresholds, crossings, and sites of relation. In this perspective, silence and absence do not represent a void; instead, they become active spaces of possibility. Embracing a hauntological vision inspired by the thought of Jacques Derrida, BEYOND looks at the past as a presence that continues to inhabit the present: an invisible heritage that resurfaces within the works, inviting visitors to question not only what they see, but also what continues to exist through its apparent absence. |
GLI ARTISTI / THE ARTISTS
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Anne Grebby lavora con un’ampia gamma di media creativi. Avvalendosi dell’immediatezza del disegno e della pittura come strumenti di sviluppo iniziale, l’artista indaga ciascun soggetto alla luce della sua rilevanza culturale e spirituale nel contesto contemporaneo. Ci invita a riconsiderare i nostri confini fisici e percettivi e a ridefinirne i limiti. Ogni opera rappresenta un ulteriore passo in questo percorso produttivo e concettuale, incoraggiando una riflessione sulla nostra esistenza, sia a livello individuale che collettivo. Anne Grebby works across a wide range of creative media. Using the immediacy of drawing and painting as the initial developmental means, she explores each subject in relation to its contemporary cultural and spiritual applicability. She invites us to reconsider our physical and perceptual boundaries and redefine their limits. Each work represents a further step in this productive and conceptual journey, encouraging reflection on our existence, both individually and collectively. |
Fabio Guerra Il suo lavoro nasce dalla percezione di un mondo non più rappresentabile nella sua totalità, ma soltanto per scorci e frammenti che, grazie alla loro estraneità, riescono ad essere più potentemente fedeli. La sua ricerca si concretizza attraverso l’utilizzo di materiali molto diversi tra loro: carta, porcellana e vetro. Il risultato sono oggetti che pietrificano in sé segni, forme e grafie appartenenti ad altre esistenze passate.
Fabio Guerra’s work stems from the perception of a world that can no longer be represented in its entirety, but only through glimpses and fragments which, precisely through their estrangement, manage to be more powerfully faithful. His research takes shape through the use of very diverse materials: paper, porcelain, and glass. The result is a series of objects that petrify within themselves signs, forms, and marks belonging to other past existences. |
Andrea Grotto Nel 2013 è tra i vincitori del programma Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia con il collettivo How We Dwell (Make Your Own Residence). Il suo lavoro mostra un particolare interesse nella ricerca di legami e connessioni tra elementi di rappresentazione che attraverso la rielaborazione delle simbologie diventano il veicolo per la scoperta di contesti e situazioni. Il lavoro diventa quindi un contenitore di elementi inanimati in grado di raccontare una storia già compiuta.
Andrea Grotto In 2013 he was among the winners of the Atelier program at Bevilacqua La Masa Foundation in Venice with the collective How We Dwell (Make Your Own Residence). His work shows a particular interest in searching for links and connections between elements of representation which, through the reworking of symbols, become a vehicle for the discovery of contexts and situations. The work thus becomes a container of inanimate elements capable of telling a story already completed. |
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Paul Haywood La pratica artistica di Paul Haywood si è sviluppata attorno alle consuetudini della pittura, del disegno e della fotografia. L'ossessione comune che attraversa ciascun medium riguarda le complessità geometriche della composizione visiva e include esplorazioni strutturate di palette cromatiche e tonali come strumento per astrarre la percezione dalla realtà. Nel contesto di "Beyond", le immagini selezionate condensano memorie personali di dettagli transitori, raccolti tra le viste delle brughiere della sua terra d'origine e nel suo legame ancestrale con i paesaggi del North Manchester e della dorsale dei Pennini.
Paul Haywood studio practices have evolved around habits of painting, drawing and photography. The common obsession across each media is concerned with the geometrical complexities of visual composition and include structured explorations of chromatic tonal palettes as a means of abstracting perception from reality. In the context of ‘Beyond’, his selected images are condensed personal memories of transient details sourced the moorland vistas of home and his ancestral connection to the landscapes of North Manchester and the Pennine ridge. |
Kara Lyons esplora temi profondi come la resilienza e la capacità di adattamento. Forme amorfe che suggeriscono forza vitale, cambiamento e sensualità, aspetti della condizione umana che riconoscono il flusso, come elemento centrale della nostra comprensione. Il suo lavoro cerca di riesaminare il trattamento e l'uso del corpo in relazione alle tradizioni scultoree. In gran parte delle sue opere coinvolge il suo stesso corpo nel processo creativo. Kara Lyons explores profound themes such as resilience and adaptability. Amorphous forms suggest vital strength, change, and sensuality — aspects of the human condition that recognize flow as central to our understanding. Much of her work is made involving her own body as part of its process. In this exhibition, Kara uses corporial mark making to examine the notion of free movement and the complextiy of contemporary meanings we ascribe to it. |
Marta Martino concepisce le sue opere come momenti di sospensione nei quali l’estetica iper controllata è radicalmente compromessa/disrupted nel corso dell’atto performativo, impegnando il pubblico alla costante rivalutazione di una presunta realtà.
Marta Martino conceives her works as moments of suspension in which hyper-controlled aesthetics are radically disrupted during the performative act, engaging audiences in the constant re-evaluation of a presumed reality. Photo: Alessia Fantinato |
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Fabio Perletta esplora l'ascolto come condizione emergente, frutto di tensioni ed equilibri tra corpi, luoghi e processi temporali, evidenziando vulnerabilità, soglie e ambiguità percettive. Il suo lavoro si articola attraverso performance site-specific, installazioni, composizioni, partiture testuali, e progetti partecipativi, ed è stato presentato in festival, musei e programmi di residenza internazionali. Dal 2008 cura 901 Editions, etichetta dedita alla sound art e alla musica di ricerca. Suona nel duo Cygni con Pierluigi Scarpantonio. Nel 2026 fonda con Giuseppe Ielasi e Giulia Bruno fold/interval, un progetto audiovisivo e piattaforma editoriale aperta.
Fabio Perletta explores listening as an emergent condition arising from tensions and balances between bodies, places, and temporal processes to reveal vulnerabilities, thresholds, and perceptual ambiguities. His work unfolds through site-specific performances, installations, compositions, text scores, and participatory projects, and has been presented internationally in festivals, museums, and residency programs. Since 2008, he has curated 901 Editions, a label dedicated to sound art and experimental music. He performs in the duo Cygni with Pierluigi Scarpantonio. In 2026, alongside Giuseppe Ielasi and Giulia Bruno, he co-founded fold/interval, an audiovisual project and open editorial platform. |
Luigi Turra è un compositore riduzionista ed elettroacustico. Il suo lavoro esplora l’equilibrio tra silenzio, percezione tattile del suono e musica aleatoria. Manipolando voci umane, fonti digitali, concrete e acustiche, crea percorsi sonori in cui l’ascoltatore sperimenta pause e tensioni abrasive, avvicinandosi alla poesia sonora sperimentale. Partendo da piccoli suoni e rumori, le sue composizioni celebrano la bellezza dell’imperfezione, riducendo i segni ai loro archetipi. Le sue opere sono pubblicate da etichette internazionali come Die Schachtel, mAtter, Non Visual Objects, and/OAR, LINE, Dragon’s Eye Recordings, Trente Oiseaux e 901 Editions.
Luigi Turra is a reductionist and electroacoustic composer. His work explores the balance between silence, tactile perception of sound, and aleatory music. By manipulating human voices, digital, concrete, and acoustic sources, he creates sonic paths in which listeners experience pauses and abrasive tensions, approaching experimental sound poetry. Starting from small sounds and noises, his compositions celebrate the beauty of imperfection, reducing signs to their archetypes. His works are released by international labels such as Die Schachtel, mAtter, Non Visual Objects, and/OAR, LINE, Dragon’s Eye Recordings, Trente Oiseaux, and 901 Editions. |
Elisabetta Roncoroni Le fotografie di Elisabetta Roncoroni abitano una soglia tra presenza e assenza, realtà e immaginazione. I paesaggi diventano luoghi di sedimentazione della memoria, dove tracce culturali, storiche ed emotive continuano a generare significati oltre la loro funzione originaria. Il suo lavoro invita a una lettura relazionale dello spazio, in cui ciò che vediamo è inseparabile da ciò che ricordiamo, immaginiamo o ereditiamo, trasformando ogni luogo in un archivio vivo di connessioni e presenze.
Elisabetta Roncoroni’s photographs inhabit a threshold between presence and absence, reality and imagination. Landscapes become sites where memory settles and accumulates, places in which cultural, historical, and emotional traces continue to generate meaning beyond their original function. Her work invites a relational reading of space, where what we see is inseparable from what we remember, imagine, or inherit, transforming every place into a living archive of connections and presences. Photo: Elisabetta Roncoroni |
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Maryanne Royle è un’artista di Rochdale, nel Regno Unito, che realizza installazioni e performance concepite in relazione a uno specifico luogo, traendo ispirazione dalla loro storia e dalle loro caratteristiche. Il suo lavoro utilizza suoni registrati, nastri, suoni raccolti sul campo e materiali d’archivio. Maryanne è interessata al modo in cui le persone attraversano e vivono i luoghi attraverso il suono, a come il suono possa abitarli e a come l’ascolto possa evocare ricordi, creare familiarità e rafforzare la nostra percezione del tempo e dello spazio. Maryanne Royle is an artist from Rochdale, UK, who creates spatial, site-responsive installations and performances shaped by the heritage and character of places using recorded sound, tape, found sound and archival research. Maryanne is interested in how people move through sound, how sound inhabits places, and how listening can evoke memories, create familiarity, and deepen our sense of time and place. |
Joseph Rossi Per Joseph Rossi il graphic design è un territorio di sperimentazione, dove gioco e rigore convivono in un continuo processo di scomposizione e ricostruzione di riferimenti culturali e artistici. La sua ricerca attraversa il confine tra reale e simbolico, indagando la dimensione quasi sacrale dell’immagine e della rappresentazione. Nella pubblicità e nella grafica Rossi riconosce un teatro di segni e apparizioni, un ecosistema visivo in cui convivono tensione poetica, immaginario popolare e mistero. In mostra, questo linguaggio si libera in una forma espressiva autonoma e vitale.
Joseph Rossi For Joseph Rossi, graphic design is a field of experimentation where play and rigor coexist in a continuous process of deconstruction and reconstruction of cultural and artistic references. His research crosses the boundary between the real and the symbolic, investigating the almost sacred dimension of image and representation. In advertising and graphic design, Rossi recognizes a theatre of signs and appearances, a visual ecosystem where poetic tension, popular imagery, and mystery coexist. In the exhibition, this language is freed into an autonomous and vital expressive form. |
Thomas Scalco, è nato a Vicenza nel 1987. Da sempre legato al disegno, incontrato giocando nel retrobottega dei genitori con gessi e matite da sarti, ha dato seguito a questa inclinazione iscrivendosi al liceo artistico e successivamente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove nel 2014 ha conseguito il diploma di specializzazione in Pittura e Arti visive con una tesi che intrecciava il tema dell’Icona, il pensiero di Pavel Florenskij e la ricerca di Marco Tirelli.
Thomas Scalco was born in Vicenza in 1987. Always connected to drawing, which he first encountered as a child playing in the back room of his parents’ shop with tailor’s chalk and pencils, he pursued this inclination by enrolling at the Art High School and later at the Academy of Fine Arts in Venice. In 2014, he obtained a postgraduate diploma in Painting and Visual Arts, with a thesis intertwining the theme of the Icon, the thought of Pavel Florensky, and the artistic research of Marco Tirelli. |
SCHIO – GREATER MANCHESTER
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UN PONTE CULTURALE TRA CITTÀ POST-INDUSTRIALI
SCHIO – GREATER MANCHESTER è un programma di scambio culturale transnazionale tra l’Italia e il Regno Unito, avviato nel 2024 con la mostra ÌNSITO. Il progetto nasce con l’obiettivo di costruire una collaborazione flessibile e partecipativa, capace di mettere in relazione industria e creatività, Italia e Regno Unito. Favorisce il dialogo tra cittadini, istituzioni culturali e settori creativi, promuovendo lo scambio interculturale attraverso pratiche artistiche condivise.Greater Manchester e Schio condividono una storia legata al patrimonio tessile industriale e alle pratiche di rigenerazione urbana e sociale. L’intero progetto si sviluppa attraverso fasi successive, in alternanza tra i due Paesi. Nel 2025 è proseguito con la mostra ECHOES presso Ebor Studio di Littleborough, inserita inoltre nel programma Rochdale Greater Manchester Town of Culture 25/26, in dialogo con gli indirizzi e il quadro strategico del GMCA (Greater Manchester Cultural Strategy Framework). Il programma si arricchisce inoltre di una rete di residenze artistiche transnazionali che consentono agli artisti di sviluppare opere site-specific in dialogo diretto con la storia, le narrazioni e gli spazi fisici dei luoghi ospitanti.Il percorso è stato avviato grazie al contributo e alla partecipazione dell’Amministrazione del Comune di Schio in Italia e di Ebor Studio a Littleborough, nel Regno Unito. La collaborazione tra queste due realtà ha costituito una base importante per il consolidamento del programma e per il suo sviluppo nel tempo. Nel 2026, con BEYOND, il progetto si espande, coinvolgendo nuovi artisti, realtà culturali e partner locali e aprendo progressivamente nuove prospettive di collaborazione e scambio. |
A CULTURAL BRIDGE BETWEEN POST-INDUSTRIAL CITIES
SCHIO – GREATER MANCHESTER is a transnational cultural exchange programme between Italy and the United Kingdom, launched in 2024 with the exhibition ÌNSITO. The project aims to build a flexible and participatory collaboration, bringing together industry and creativity, Italy and the UK. It fosters dialogue between communities, cultural institutions and the creative sectors, promoting intercultural exchange through shared artistic practices.Greater Manchester and Schio share a history rooted in industrial textile heritage and practices of urban and social regeneration. The project unfolds through successive phases, alternating between the two countries. In 2025, it continued with the exhibition ECHOES at Ebor Studio in Littleborough, which was also included in the Rochdale Greater Manchester Town of Culture 25/26 programme, in dialogue with the strategic framework and priorities of the GMCA (Greater Manchester Cultural Strategy Framework). The programme is further enriched by a network of transnational artist residencies that enable artists to develop site-specific works that engage directly with the history, narratives and physical spaces of the host locations.The programme was initiated through the contribution and participation of the Municipality of Schio in Italy and Ebor Studio in Littleborough, United Kingdom. The collaboration between these two organisations has provided an important foundation for consolidating the programme and supporting its ongoing development. In 2026, with BEYOND, the project expands, bringing together new artists, cultural organisations and local partners, while progressively opening up new opportunities for collaboration and exchange. |