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​FILANDA Via Rovigo, 47 Trissino (Vi)
sabato 8 marzo ore 16:00
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​Il progetto "SILENZIO : ASSENSO - UN CONO D'OMBRA" è una rassegna di cortometraggi e video performance che esplora le complessità della violenza di genere e le dinamiche sociali ad essa collegate. Originata nel 2022 presso il Liceo Artistico "G. De Fabris" di Nove (VI), l'iniziativa raccoglie quindici lavori realizzati dalle studentesse della classe 5B sotto la guida dei docenti Andrea Grotto ed Enrico Minato.

Il nucleo tematico della rassegna si concentra sull'ambiguità del silenzio, inteso sia come strumento di oppressione sia come spazio di consapevolezza — e sull'interrogazione del concetto di "assenso" all'interno di strutture culturali che normalizzano la violenza.
Attraverso una pluralità di registri (dal drammatico al simbolico), le opere mirano a trasformare la visione passiva dello spettatore in una presa di responsabilità critica. ​



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“SILENZIO : ASSENSO nasce come dispositivo di riflessione e presa di parola. La rassegna raccoglie quindici video e video performance realizzati nel 2022 dalle studentesse della classe 5B del Liceo Artistico “G. De Fabris” di Nove (VI), in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Il titolo individua una soglia critica: il silenzio come spazio ambiguo, che può coincidere tanto con l’oppressione quanto con la sospensione, l’ascolto, la possibilità di una consapevolezza; l’assenso come gesto problematico, che interroga le dinamiche culturali e sociali attraverso cui la violenza si normalizza, si interiorizza, si tramanda.

All’interno di questo campo di tensione, le opere si articolano in una pluralità di registri espressivi. Alcuni lavori assumono un tono esplicitamente drammatico, altri scelgono la leggerezza apparente del dialogo quotidiano, del chiacchiericcio, dell’allusione. La varietà dei codici , performativo, narrativo, simbolico, costruisce un mosaico di sguardi che non si limita alla denuncia, ma esplora le forme sottili e sistemiche della violenza: linguistica, culturale, relazionale.

Nella video performance, la presenza agita davanti alla camera produce un cortocircuito tra intimità e esposizione pubblica: lo sguardo dello spettatore non è neutrale, ma chiamato in causa.
Il progetto, sviluppato sotto la guida dei docenti e artisti Andrea Grotto ed Enrico Minato, si configura come esperienza formativa e pratica artistica insieme. La dimensione laboratoriale non è mero contesto didattico, ma spazio di elaborazione critica, in cui il linguaggio del video diventa strumento di consapevolezza, autorappresentazione e presa di posizione.

La rassegna invita lo spettatore a sostare in questa zona di frizione, come in un cono d’ombra in cui l’apparenza si trasforma senza che la sostanza muti, chiedendo a chi guarda di riconoscere la propria responsabilità nel modo in cui luce e oscurità ridefiniscono il senso delle immagini”.
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a cura di Monica Pirani
​​[email protected]
​+39 340 9404000
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